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   <title><![CDATA[Le ceneri della Fenice]]></title>
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   <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Il prezzo nascosto delle cose...<br /></div>]]></description>
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   <pubDate>Tue, 13 May 2008 18:57:45 +0200</pubDate>
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       <title><![CDATA[A shelter from pigs on the wing]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Il professore la faceva sempre facile, o per meglio dire diceva di farla sempre facile. Specie quando si dovevano spiegare le cose. Che non ci sarebbe stato bisogno di lui per sapere che l'accelerazione non era altro che la derivata della velocit&agrave; nell'unit&agrave; di tempo. No, per sapere quello bastava un semplice libro, diceva. Lui entrava in gioco quando doveva spiegarlo a noi con parole che anche le nostre nonne sarebbero state in grado di capire. E noi, spronati da lui, cercavamo quella frase che con la semplicit&agrave; avrebbe dissipato ogni dubbio. Ma era oltre le nostre capacit&agrave;, e lui alla fine diceva semplicemente &quot;Nonna, l'accelerazione &egrave;&nbsp; di quanto io accelero&quot;. Che le cose non sono diverse da quello che sono, e che a volte siamo noi semplicemente a complicarle. E il professore la faceva sempre facile, o per meglio dire diceva di farla sempre facile. Specie quando si dovevano risolvere le cose. Che non tutto riesce subito, e non tutto riesce. Per&ograve; c'erano cose ovvie che noi non capivamo proprio. E lui, tranquillo, le spiegava una prima volta, una seconda, una terza... E poi, dal nulla, esplodeva con un &quot;Ma porca Madina, ma un panino pi&ugrave; un panino pu&ograve; fare un panino al quadrato?&quot;. Che le cose non sono pi&ugrave; grandi di quel che sono, e che a volte siamo noi semplicemente a ingigantirle. E il professore la faceva sempre facile, o per meglio dire diceva di farla sempre facile. Specie quando si dovevano confrontare le cose. Che eravamo alle prime armi in quel laboratorio e certe cose ci sembrano praticamente uguali, e poi ogni tanto i conti tornavo ugualmente, che con due errori spesso si arriva alla soluzione giusta. Solo che la strada era sbagliata, e mica conta solo il numero finale. E lui, ma solo dopo che avevamo fatto i nostri errori, diceva quasi con un ghigno &quot;Fulvio, Fulvio, questi stanno sommando mele e pere insieme&quot;. Che le cose non sono sempre le stesse cose, e che a volte siamo noi semplicemente a metterle in un confronto inopportuno.<br />Sono passati quindici anni da che il professore la faceva sempre facile, o per meglio dire diceva di farla sempre facile. Nel mentre ho anche dato due esami all'universit&agrave; di fisica, per&ograve; non c'&egrave; stato nessun altro professore che, come lui, mi abbia fatto capire che alla fine, <span style="font-style: italic;">in fondo in fondo</span>, le cose sono semplicemente cose. E che il plus, quello, ce le mettiamo sempre noi.<br /></div>
<br />
<div style="text-align: center;"><embed width="180" height="23" flashvars="id=-1&amp;filepath=http://www.radioblogclub.com/listen2?u=0vMHZuV3bz9ybpRWYy9yZvxmYvcmcv5SY0NXa2JXZ0xWYuIDO0lGc/Francesco%2520Guccini%2520-%2520Signora%2520Bovary.rbs&amp;colors=body:#ECECEC;border:#BBBBBB;button:#999999;player_text:#999999;playlist_text:#999999;" id="radioblog_player_-1" bgcolor="#ECECEC" allowscriptaccess="always" src="http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"></embed><br /><br style="font-style: italic;" />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"> Signora Bovary, coraggio, pure</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> tra gli assassini e gli avventurieri,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> in fondo a quest'oggi c'&egrave; ancora la notte,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> in fondo alla notte c'&egrave; ancora, c'&egrave; ancora...</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Signora Bovary - </span><span style="font-weight: bold;">Francesco Guccini</span></div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Mon, 12 May 2008 18:33:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=362"><![CDATA[A shelter from pigs on the wing]]></source>
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       <title><![CDATA[poi una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right; font-style: italic;">Ti scrivo questa lettera anche se non so se te la spedir&ograve;.<br />Ma ho voglia... ho bisogno... di scrivertela ugualmente,<br />come per reinventarti con le mie parole<br />Ne sono successe di cose da quando ci siamo conosciuti, vero?<br />Cose che nessuno di noi due avrebbe potuto prevedere e che probabilmente avermmo evitato,<br />se solo avessimo potuto.<br />Ma non potevamo.<br />Ci sono persone destinate... diciamo cos&igrave;... interagire, anche contro la loro volont&agrave;.<br />Quando si incontrano &egrave; come una reazone chimica,<br />un magnetismo che le attrae anche se cercano di stare lontane.<br />E chiss&agrave; se non sia davvero questo l'amore. Un flusso di energia...<br />Un campo di forza, la forza fondamentale della vita che nessuna equazione potr&agrave; mai descrivere esattamente...<br />e tantomeno controllare.<br />Gi&agrave;... ne sappiamo cos&igrave; poco dell'amore in fondo, cos&igrave; poco.<br />Elettricit&agrave; sottopelle e attrazioni dal profondo... calore che ti si scioglie dentro...<br />Conosci i sintomi, vero?<br />Li conosciamo entrambi<br /></div>
<br />A guardare gli almanacchi quel nome lo trovi solamente tre volte. Tre, che per qualcuno &egrave; il numero perfetto, per altri &egrave; minore di quattro, e per altri ancora &egrave; maggiore di due. Ma gli almanacchi non sono vivi, non dicono tutto, non possono dire tutto. Non diranno quanti pochi centimetri inesistenti siano stati fatali per Turone, non diranno che l'undicesima vittoria consecutiva, e nuovo record, &egrave; venuta contro la Lazio. Diranno che l'anno successivo l'Inter port&ograve; il record a diciassette vittorie consecutive, ma non diranno che dal precedente anno il romanticismo era finito. O almeno era finito il romanticismo, per te. Diranno, forse, di Vucinic e dei suoi goal in Coppa Campioni, o Champions League come si dice oggi, ma non ti diranno cosa facevi un'anno prima e un anno dopo, tra Manchester e Madrid. Non diranno nemmeno cosa facevi tra Manchester e Madrid. Potrai leggere che Pruzzo nell'unica stagione alla Fiorentina fece una sola rete, in uno spareggio per andare in Coppa Uefa, ma non troverai traccia di come questa affoga tra le centosei in giallorosso. Leggerai di Cufr&egrave;, ma non leggerai del suo cuore. Leggerai di Manchester in due anni diversi, ma non di una maturit&agrave; nella tifoseria. Non leggerai di errori del portiere o di mani sotto la maglietta, ma leggerai di un tre a uno. E ancora troverai tracce ma non potrai leggere tra le righe, o ci saranno rare tracce di <font class="testo">traffichini e grossi astuti. Sono solo almanacchi, buoni per le statistiche. E quel nome lo si trova solamente tre volte.</font><br /><br />Poi chiudi gli occhi, e non hai bisogno di almanacchi per ricordare nulla. Perch&egrave; ricordi tutto. E ricordi vittoria e sconfitta, ricordi il sapore della prima e il retrogusto della seconda. Continui a tenere gli occhi chiusi, e tutto ripassa davanti. Che sai come il nome sia finito l&igrave; tre volte. E alla fine va pure bene che il nome sia finito l&igrave; tre volte. Addirittura dir&agrave; qualcuno. Appena gli risponder&agrave; qualche altro. E storcerai sempre un po' il naso quando vedrai un nome comparire venti volte o pi&ugrave;. E sorridi, e ti maledici, che sai che se ti capitasse l'occasione di scriverlo altre quindici volte, magari in sequenza, non potresti pi&ugrave; chiudere gli occhi per ricordare. Sarebbe solo una statistica, e allora potresti solo aprire gli occhi e iniziare a leggere l'almanacco.<br /><br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">mi sono pentita subito di quelle parole,<br />come credo che tu ti sia pentito subito del tuo sarcasmo...<br />O almeno lo spero.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">E' anche per questo che ti scrivo...<br />Per rimediare in quale modo a quello che avrei voluto fosse un addio diverso.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Ma anche quella &egrave; acqua passata, ormai. Passata come tutto il resto.<br />Non ci restano che gli inevitabili &quot;se&quot; e &quot;ma&quot; che non servono mai a niente,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e che svaniranno pian piano nella routine di tutti i giorni,<br />come in una semplice storia d'amore uguale a mille altre.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Tutto qui... e se sia fin troppo, o troppo poco, giudicalo tu.<br />Sappi solo che lasciandoti mi sembra di aver perso tutto perch&egrave; tu sei l'uomo che aspettavo da una vita.<br />E so gi&agrave; che in qualsiasi altro uomo con cui io possa uscire a cena cercher&ograve; un po' di te.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Un bacio... dovunque tu sia in questo momento. Magari sei a letto con Vivian...</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">...o con Thess o chi sai tu, ma preferisco non pensarci per non sentirmi stupida.</span><br /></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">Meg Ryan - Una semplice storia d'amore</span><br /></div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
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       <pubDate>Sat, 10 May 2008 18:12:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=361"><![CDATA[poi una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella]]></source>
   </item>
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       <title><![CDATA[qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">che non &egrave; che proprio cos&igrave; vanno le cose. cio&egrave;, cos&igrave; vanno le cose, ma non &egrave; che dovrebbe. &egrave; che se fosse davvero cos&igrave; che dovrebbero andare, allora sarebbe pretestuoso. e forse un pizzico appena, infantile. che non &egrave; che dal nulla, o quasi, puoi trasformare la tristezza in arroganza. o che non &egrave; che dal nulla, o quasi, tramutare la felicit&agrave; in olocausto. che non &egrave; che non ci siano felicit&agrave; o tristezza, che&nbsp; a negarle si sarebbe pi&ugrave; bugiardi di chi non ne dice mai. ma non &egrave; nemmeno che sono materia e antimateria. che &egrave; certo che si pu&ograve; avere ipersensibilit&agrave; verso il prodotto, specie quando si superano le dose consigliati e si mormora a mezza voce che la si pu&ograve; smettere quando si vuole, ma &egrave; anche&nbsp; vero che la sottile linea tra l'uso e l'abuso &egrave; scritta in posti di cui solo noi conosciamo l'esistenza.<br /><br />
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</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Tue, 06 May 2008 13:33:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=357"><![CDATA[qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Piazza Alimonda]]></title>
       <description><![CDATA[<font class="testo">Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare  respiro al largo, verso l'orizzonte.  <br />Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,  d'anima forte.  <br />Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,  <br />parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.  <br />Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido  d'Africa nera.  <br />Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.  <br />Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;  <br />facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.  <br />Ma poco pi&ugrave; lontano, un pensionato ed un vecchio cane  <br />guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;  <br />una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.  <br /> <br />Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.  <br />Uscir di casa a vent'anni &egrave; quasi un obbligo, quasi un dovere,  <br />piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,  <br />la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,  <br />sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.  <br />Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,  <br />Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.  <br />Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia  <br />e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.  <br />Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,  <br /> <br />appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;  <br />marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite  <br />dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.  <br /> <br />Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,  <br />ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.  <br />Per quanti giorni l'odio colpir&agrave; ancora a mani piene.  <br />Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.  <br />Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,  <br />dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,  <br />come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare  <br />una vita troncata, tutta una vita da immaginare.  <br />Genova non ha scordato perch&eacute; &egrave; difficile dimenticare,  <br />c'&egrave; traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.  <br />La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.  <br />Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.  <br /> <br />La &quot;salvia splendens&quot; luccica, copre un'aiuola triangolare,  <br />viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.  <br />Dal bar caff&egrave; e grappini, verde un'edicola vende la vita.  <br />Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita</font>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=61251'>Frammenti musicali</category>
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       <pubDate>Sat, 03 May 2008 09:59:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=355"><![CDATA[Piazza Alimonda]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[invidio un po' le persone che ti ameranno, adesso]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><embed width="180" height="23" type="application/x-shockwave-flash" src="http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf" allowscriptaccess="always" bgcolor="#ECECEC" id="radioblog_player_-1" flashvars="id=-1&amp;filepath=http://www.radioblogclub.com/listen2?u=2wLzRmb192cvc2bsJmLvlGZhJ3LyZmLlVmcm5CN2MjYy8WZt9mc/Procol%2520Harum%2520-%2520A%2520Whiter%2520Shade%2520Of%2520Pale.rbs&amp;colors=body:#ECECEC;border:#BBBBBB;button:#999999;player_text:#999999;playlist_text:#999999;"></embed></div>
<br />
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.lacortedeimiracoli.com/avatar/felice.jpg" alt="" /><br /></div>
<br />
<div style="text-align: center;">&quot;<span style="font-style: italic;">Felice! Chiss&agrave; dov'&egrave; Mara? Per adesso mi godo questo sole</span>&quot;<span style="font-weight: bold;"></span><br /><span style="font-style: italic;">da </span><span style="font-weight: bold;">Denti</span> - <span style="font-style: italic;">Diretto da <span style="font-weight: bold;">Gabriele Salvatores</span> (2000)</span></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Fri, 02 May 2008 13:30:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[quasi come l'altra parte di me ( parafrasando )]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><embed width="180" height="23" type="application/x-shockwave-flash" src="http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf" allowscriptaccess="always" bgcolor="#ECECEC" id="radioblog_player_-1" flashvars="id=-1&amp;filepath=http://www.radioblogclub.com/listen2?u=0vMHZuV3bz9ybpRWYy9yZvxmYvcmcv5SY0NXa2JXZ0xWYuIDO0lGc/Fabrizio%2520De%2520Andr%25E9%2520-%2520Inverno.rbs&amp;colors=body:#ECECEC;border:#BBBBBB;button:#999999;player_text:#999999;playlist_text:#999999;"></embed></div>
<div style="text-align: right;"> <font style="font-style: italic;" class="testo"><br /></font>
<div style="text-align: center;"><font style="font-style: italic;" class="testo">Sale la nebbia sui prati bianchi</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">come un cipresso nei camposanti</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">un campanile che non sembra vero</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">segna il confine fra la terra e il cielo.</font><br /></div>
<font style="font-style: italic;" class="testo"><br /></font></div>
<div style="text-align: justify;">Nel Piccolo Principe si dice che l'essenziale &egrave; invisibile agli occhi. E ci&ograve; che per troppo tempo si palesa ad essi rischia di perdere il senso di ci&ograve; che &egrave;, di ci&ograve; che rappresenta. E allora &egrave; la sua assenza a rivelare la sua presenza. E le volte, rare, in cui &egrave; la sola presenza a rivelare il tutto, &egrave; come se il tempo si fermasse. E vorresti che fosse sempre un <font class="testo">oggi, un oggi senza un domani,  o che l'arrivo del domani tendesse all'infinito. O almeno fino al sorgere del sole.<br /><br /></font></div>
<font class="testo"> </font>
<div style="text-align: center;"><font style="font-style: italic;" class="testo">Ma tu che vai, ma tu rimani</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">vedrai la neve se ne andr&agrave; domani</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">rifioriranno le gioie passate</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">col vento caldo di un'altra estate.</font><br /></div>
<font class="testo"><br /></font>
<div style="text-align: justify;"><font class="testo">E lo Scirocco &egrave; un vento che porta con se i ricordi. Ma io non lo so, non so, che l'unica certezza a volte &egrave; solo il dubbio. E' questo vento potrebbe essere davvero Scirocco e non Grecale, e questo fiume potrebbe davvero non essere il Tevere, ma essere il Tamigi. Il Tamigi di Parigi. Perch&egrave; tutto &egrave; possibile, anche se niente basta.<br /><br /></font></div>
<font class="testo"></font>
<div style="text-align: center;"><font style="font-style: italic;" class="testo">Anche la luce sembra morire</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">nell'ombra incerta di un divenire</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">dove anche l'alba diventa sera</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">e i volti sembrano teschi di cera.</font><br /></div>
<font class="testo"><br /></font>
<div style="text-align: justify;"><font class="testo">Normalit&agrave;. Ma dov'&egrave; la normalit&agrave;, ma cos'&egrave; la normalit&agrave; quando non sai cosa sia est e dove sia ovest, quando non potresti dire con esattezza cosa stai vedendo fermando l'attimo. Non &egrave; normalit&agrave; camminare in mezzo ad una strada senza macchine, non &egrave; normalit&agrave; correre alle sei del mattino, non &egrave; normalit&agrave; sorridere di un sorriso comunque vero, non &egrave; normalit&agrave; saper pensare. Non &egrave; normale, forse. Ma chi &egrave; davvero il condannato?</font><br /><font class="testo"><br /></font></div>
<font class="testo"> </font>
<div style="text-align: center;"><font class="testo"><font class="testo"><span style="font-style: italic;">Ma tu che vai, ma tu rimani</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">anche la neve morir&agrave; domani</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">l'amore ancora ci passer&agrave; vicino</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">nella stagione del biancospino.</span></font><br /></font></div>
<font class="testo"><font class="testo"> <br /></font></font>
<div style="text-align: justify;"><font class="testo">La neve! Oh Mio Dio! Oh mio Dio! Sta nevicando! Un giorno si scioglier&agrave;, succede! Voglio che nevichi ancora, capita!</font><br /></div>
<font class="testo"><font class="testo"><br /></font> </font>
<div style="text-align: center;"><font class="testo"><font class="testo"><span style="font-style: italic;">La terra stanca sotto la neve</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">dorme il silenzio di un sonno greve</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">l'inverno raccoglie la sua fatica</span></font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">di mille secoli, da un'alba antica.</span></font><br /></font></div>
<br />
<div style="text-align: justify;"><font class="testo"><font class="testo">Che certe cose non si possono spiegare, n</font></font><font class="testo"><font class="testo">on si possono capire, n</font></font><font class="testo"><font class="testo">on si possono insegnare. O le sai o non le sai. E' proprio una questione di fede - <span style="font-style: italic;">qualsiasi essa sia</span> - e alla fine &egrave; tutto l&agrave;, o credi o non credi. E se certe cose son vere, che le si creda o meno, su altre - <span style="font-style: italic;">tutte </span>- &egrave; importante cercare quelle in cui crediamo noi, e dargli spazio.</font></font><br /></div>
<font class="testo"><font class="testo"><br /></font> </font>
<div style="text-align: center;"><font class="testo"><font style="font-style: italic;" class="testo">Ma tu che stai, perch&eacute; rimani?</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">Un altro inverno torner&agrave; domani</font><br style="font-style: italic;" /><font style="font-style: italic;" class="testo">cadr&agrave; altra neve a consolare i campi</font><br style="font-style: italic;" /><font class="testo"><span style="font-style: italic;">cadr&agrave; altra neve sui camposanti.</span></font></font><br /></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Wed, 30 Apr 2008 16:59:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=353"><![CDATA[quasi come l'altra parte di me ( parafrasando )]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[su di alcune delle cose che mi piace fare]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Pensando di essere al GF, <a target="_blank" href="http://thebog.iobloggo.com/">_TaTiAnA_</a> ha pensato bene di nominarmi, dunque ecco sei delle cose che mi piace fare: <br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Giocare a PES</span> (<span style="font-weight: bold;"></span>ProE<span style="font-weight: bold;"></span>volutionSoccer) con i miei amici. Non tanto per le partite, ma per gli accesissimi dopopartita, commenti tecnici, recriminazioni e accuse (nonch&egrave; incitamenti - <span style="font-style: italic;">non propriamente cristiani</span> - verso il Principale e parentado)<br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Mangiare la Nutella con i biscotti Gentilini</span>, perch&egrave; se gi&agrave; presi di per se sono la panacea di ogni male, accoppiati fra loro amplificano - <span style="font-style: italic;">all'ennesima potenza</span> - i loro effetti<br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Entrare in una libreria e scoprire nuovi autori</span>, perch&egrave; - <span style="font-style: italic;">ovviamente </span>- mi piace leggere<br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Scrivere</span>, perch&egrave; mi piace giocare con le parole, <font class="testo"><span style="font-style: italic;">&egrave; un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare...</span>&nbsp;</font> (Parole - Guccini)<br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Imparare cose nuove</span>,  perch&egrave; so di non sapere - <span style="font-style: italic;">che &egrave; gi&agrave; tanto</span> -<br /><br />- <span style="font-weight: bold;">Ascoltare la canzone wish you were here, </span>per la frase &quot;<span style="font-style: italic;">did you exchange a walk on part in a war for a lead role in a cage</span>&quot;, per la tosse di sottofondo all'inizio del brano, e per tanti altri -&nbsp; <span style="font-style: italic;">ottimi</span> - motivi<br /><br /><br /></div>]]></description>
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       <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 10:43:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=350"><![CDATA[su di alcune delle cose che mi piace fare]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Il sabato dopo la pioggia]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">&quot;Allora &egrave; deciso... Ci vedremo venerd&igrave; prossimo... Certo che ti vengo a prendere all'aeroporto... Ho capito, quello delle quattordici e quindici... Va bene va bene, sar&ograve; puntuale... No, non preoccuparti... Tu piuttosto, vedi di non farti bloccare al check-in con una valigia sopra il peso consentito... Ok, ora scappo al lavoro per&ograve;... anche io...&quot;<br />Si sarebbero rivisti, ma quanto tempo era passato dall'ultima volta? Un mese, forse tre settimane. A lui sembravano anni se non secoli. Tre giorni e si sarebbero rivisti. Tre giorni e&nbsp; lui glielo avrebbe chiesto. Tre giorni e poi l'avrebbe stretta fra le sue braccia, perso con lo sguardo nei suoi bellissimi occhi azzurri di un azzurro che solo il mare pu&ograve; avere. Tre giorni e le avrebbe chiesto di divenire la sua compagna per tutta la vita, tre giorni e le avrebbe chiesto di divenire sua moglie.<br /><br /><span style="font-style: italic;">Vuoi tu prendere come legittimo sposo...</span><br /><br />&quot;Allora &egrave; deciso... La bomba sar&agrave; piazzata dentro la borsa di uno dei passeggeri... No, devi star tranquillo, non ci sar&agrave; alcun pericolo vedrai... Se qualcosa non dovesse andare secondo i piani abbiamo gi&agrave; l'accordo per un salvacondotto... No, noi siamo al sicuro, questo lo devi capiri... Ecco, devi lavorare con calma... Si, se tutto andr&agrave; come previsto noi entreremo nella storia... Prima ci chiameranno terroristi, poi ricorderanno come liberatori...&quot;<br /><br /><span style="font-style: italic;">...e prometti di amarlo e onorarlo nella buona...</span><br /><br />&quot;Allora &egrave; deciso... No, no senti, non possiamo continuare cosi... Devi decidere a dirglielo... Ma che tra voi due &egrave; tutto finito, che la magia si &egrave; spezzata, che non lo ami pi&ugrave;... No, io in questa situazione non ci resisto pi&ugrave;, non posso attendere oltre per vivere la nostra vita... No, cerca di capirmi tu, io ti amo e non posso continuare cos&igrave;... No, non ti voglio obbligare, lo sai, per&ograve; io non ce la faccio pi&ugrave;... Quando lo vedrai venerd&igrave; prossimo gli dirai la verit&agrave;... E se non fai tu vi raggiunger&ograve; e lo far&ograve; io...&quot;<br /><br /><span style="font-style: italic;">...come nella cattiva sorte...</span><br /><br />&quot;Andremo qui e poi l&agrave;... Calma, devo calmarmi! Non &egrave; ancora qui &egrave; sono tremendamente agitato. Si... La porter&ograve; dove c'&egrave; stato il nostro primo appuntamento, poi dove ci siamo baciati la prima volta. E poi la riporter&ograve; qui. Sar&agrave; qui che le chieder&ograve; se vuole divenire mia moglie. Mio Dio quanto la amo... e da quanto...&quot;<br /><br /><span style="font-style: italic;">...e in ricchezza e in povert&agrave;...</span><br /><br />&quot;E' tutto ok... Ho piazzato la bomba... Si l'aggancio al check-in ha fatto in modo che non venisse rivelata... L'esplosione &egrave; prevista per due ore dopo il decollo... Si esatto, &egrave; come previsto... Precipiter&agrave; in mare, cos&igrave; il numero di civili innocenti coinvolti non aumenter&agrave; inutilmente...&quot;<br /><br /><span style="font-style: italic;">...in salute e in malattia...</span><br /><br />Le informazioni che seguono sono tratte dal servizio `Ultima Ora':<br />Incredibile disastro aereo successo poche ore fa. Un Boeing 747, che viaggiava per una compagnia canadese &egrave; precipitato stamane nelle acque del Pacifico, a poche centinaia di metri di un'isola disabitata. Ancora imprecisato il numero delle vittime, voci non ufficiali parlano di 270 persone a bordo fra passeggeri e membri dell'equipaggio...<br /><br /><span style="font-style: italic;">...finch&eacute; morte non vi separi.</span><br /><br />&quot;Ed eccomi ancora qui. Su questa spiaggia a depositare una rosa, una piccola rosa blu, proprio come ti chiamavo io... Perch&eacute; &egrave; dovuta andare cos&igrave;? Perch&eacute;...&quot;<br /><br />Oggi &egrave; triste, del domani non si ha certezza... ma in futuro potr&agrave; sempre rifugiarsi nel passato di questo amore intenso e poco vissuto...<br />Tutto &egrave; bene quel che finisce bene...<br /><br />---<br /><span style="font-style: italic;">Scritto nel '99 o gi&ugrave; di l&igrave; e stranamente rivisto&amp;corretto oggi</span><br /></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=69750'>Racconti</category>
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       <pubDate>Sun, 20 Apr 2008 14:16:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=349"><![CDATA[Il sabato dopo la pioggia]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[gli esposi a gesti e a sputi quella "weltanschauung" mia stramba, puntando come un indice un libro]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Ripensandoci ora, era davvero tanto che non parlavo di te. Le rare volte, fortuite ma attribuite ad oscuri complotti, che si faceva il tuo nome rispondevo come distratto cercando di portare il discorso su qualcun'altro o su qualcos'altro. Lo sapevo, sapevo che non avrei dovuto approfondire la tua conoscenza, che quel poco che conoscevo di te, me lo sarei dovuto far bastare. Ma no, non lo feci bastare. E' che ufficialmente chi mi fece approfondire la tua conoscenza era una persona che godeva della mia massima fiducia, o forse semplicemente era una persona nella quale volevo credere. Notai un'empatia fra di noi e lo penso tutt'ora, ma forse mi ingannai allora e oggi. E' che avevi capito tutto, o forse avevi solo le tue idee e una straordinaria forza nella loro giustezza, e hai voluto sempre essere coerente con loro. Che non so se questa sia stupidit&agrave;, vilt&agrave; o semplicemente coraggio. E chiss&agrave; se un giorno potr&ograve; io avere quella stessa forza, e chiss&agrave; come gli altri chiameranno la mia. Ed era davvero tanto che non parlavo di te. Ed &egrave; stato un paio di settimane fa con un collega poco fuori la stazione a Termini. Non lo vedevo da quasi due anni e non pensavo che potesse uscirsene con il tuo nome. Fosse stato solo un po' di tempo prima il tuo nominrarti l'avrei visto come un oscuro complotto ordito dal destino. E invece non &egrave; stato cos&igrave;, non ho cambiato discorso e non ho fatto altri nomi. E l'ho detto, l'ho detto quello che pensavo di te. A spunti, a gesti, che le parole uscivano con difficolta e aiutandomi con quel libro. Che alla fine ti considero una persona codarda. Che ha avuto paura. Coerente, forse corente, e che proprio in virt&ugrave; di ci&ograve; non avrebbe potuto fare altro. Che niente altro c'era da fare, e soprattutto niente altro c'era pi&ugrave; da dire.<br /><br style="font-style: italic;" />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"> E tu nell'altra stanza che insegui i tuoi pensieri</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> non creder che ci sia di meglio attorno</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> noi siamo come tutti e un poco giorno dopo giorno</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> sciupiamo i nostri oggi come ieri</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> Ma poi che cosa importa? Bisogna stare ai patti</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> non voglio il paradiso n&eacute; l'inferno</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Canzone delle situazioni Differenti - </span><span style="font-weight: bold;">Francesco Guccini</span></div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:45:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=348"><![CDATA[gli esposi a gesti e a sputi quella "weltanschauung" mia stramba, puntando come un indice un libro]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Infiniti noi]]></title>
       <description><![CDATA[<font class="testo">Che ti serve ormai <br />tormentarti per capire il mondo <br />farti soffiare dentro da ogni vento <br />niente c'&egrave; che valga il tuo sgomento.  <br />Guarda invece noi <br />piangi per l'amore se si perde  <br />odiami se sei messa da parte <br />grida se l'amore grida forte. <br />Perch&eacute; noi qui, infiniti noi <br />siamo il tempo innocente <br />che nasce dal silenzio del mondo  <br />intorno a noi.  <br />Chi ti ascolta mai  <br />dolce e disperata tra la gente  <br />dove le tue mani son respinte  <br />ci&ograve; che non &egrave; tuo non vale niente. <br />Perch&eacute; noi qui, infiniti noi <br />siamo il tempo innocente  <br />che nasce dal silenzio del mondo <br />intorno a noi.  <br />Io ti ascolter&ograve; <br />voce di stupito sentimento <br />io sar&ograve; il tuo tempo in un momento  <br />con l'orgoglio di dormirti accanto. <br />Guarda ancora noi  <br />piangi per l'amore se si perde <br />odiami se sei messa da parte <br />grida se l'amore grida forte.<br /></font>
<div style="text-align: right;"><font class="testo"><span style="font-weight: bold;">Pooh</span></font></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=61251'>Frammenti musicali</category>
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       <pubDate>Wed, 16 Apr 2008 00:56:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=347"><![CDATA[Infiniti noi]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[sul trionfo della democrazia]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">a me piace la <span style="font-style: italic;">libert&agrave;</span>.<br /><br />una volta quando l'architetta mi chiese cos'era per me la <span style="font-style: italic;">libert&agrave; </span>dissi che era la <span style="font-style: italic;">libert&agrave; </span>di stare a parlare con lei in quel momento anzich&egrave; giocare a calcetto con i miei amici.<br /><br />a me piace la <span style="font-style: italic;">libert&agrave;</span>.<br /><br />si dice che <span style="font-weight: bold;">Voltaire </span>abbia detto rispetto all'altrui pensiero: <span style="font-style: italic;">disapprovo quello che dite, ma difender&ograve; fino alla morte il vostro diritto di dirlo.</span><span style="font-size: 125%;"></span><br /><br />a me piace, decisamente, la <span style="font-style: italic;">libert&agrave;</span>. a me piace, decisamente, anche la <span style="font-style: italic;">libert&agrave; </span>altrui.<br /><br />si dice, ma su questo si &egrave; pi&ugrave; sicuri, che <span style="font-weight: bold;">deMaistre</span> abbia detto che <span style="font-style: italic;">ogni nazione ha il governo che si merita</span>.<br /><br />a me piace la mia <span style="font-style: italic;">libert&agrave;</span> anche se poi non &egrave; che si incastra bene con le <span style="font-style: italic;">libert&agrave; </span>altrui. che c'&egrave; sempre chi vuole giocare con la marcatura a zona e chi con la marcatura ad uomo.<br /><br />infine <span style="font-weight: bold;">Sartre </span>insegna che <span style="font-style: italic;">il gioco del calcio &egrave; una metafora della vita</span>, ma di questo non si &egrave; mai fatto mistero.<br /><br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"></span>Aveamo versato lacrime per una Repubblica fondata sul lavoro<br /><span style="font-weight: bold;"></span>lo deve sapere il popolo che ha perso dignit&agrave; e diritti per un piatto di lenticchie<br />Verr&agrave; quel giorno, il giorno &egrave; venuto<br />che le parole usciranno dai denti<br />e ricorderemo i giorni delle barricate<br />come in quinta elementare i giorni del risorgimento<br /></span><br /><span style="font-style: italic;"></span>
<div style="text-align: center;"></div>
</div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
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       <pubDate>Tue, 15 Apr 2008 15:05:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=346"><![CDATA[sul trionfo della democrazia]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Dogs]]></title>
       <description><![CDATA[You gotta be crazy,<br /> 		you gotta have a real need<br /> 		You gotta sleep on your toes,<br /> 		and when you're on the street<br /> 		You gotta be able to pick out the easy meat<br /> 		with your eyes closed<br /> 		<br /> 		And then moving in silently<br /> 		down wind and out of sight<br /> 		You gotta strike when the moment is right<br /> 		without thinking<br /> 		<br /> 		And after a while,<br /> 		you can work on points for style<br /> 		Like the club tie,<br /> 		and the firm handshake<br /> 		A certain look in the eye<br /> 		and an easy smile<br /> 		<br /> 		You have to be trusted<br /> 		by the people that you lie to<br /> 		So that when they turn their backs on you<br /> 		You'll get the chance to put the knife in<br /> 		<br /> 		You gotta keep one eye<br /> 		looking over your shoulder<br /> 		You know it's going to get harder<br /> 		And harder and harder<br /> 		As you get older<br /> 		And in the end you'll pack up<br /> 		and fly down south<br /> 		Hide your head in the sand<br /> 		Just another sad old man<br /> 		All alone and dying of cancer<br /> 		<br /> 		And when you loose control,<br /> 		you'll reap the harvest you have sown<br /> 		And as the fear grows,<br /> 		the bad blood slows and turns to stone<br /> 		<br /> 		And it's too late to loose the weight<br /> 		You used to need to throw around<br /> 		So have a good drown,<br /> 		as you go down,<br /> 		all alone<br /> 		Dragged down by the stone<br /> 			<br /> 		I gotta admit<br /> 		that I'm a little bit confused<br /> 		Sometimes it seems to me<br /> 		as if I'm just being used<br /> 		Gotta stay awake, gotta try and shake off<br /> 		this creeping malaise<br /> 		If I don't stand my own ground<br /> 		How can I find my own way<br /> 		out of this maze?<br /> 		<br /> 		Deaf, dumb and blind,<br /> 		you just keep on pretending<br /> 		That everyone's expendable<br /> 		and no one has a real friend<br /> 		And it seems the thing to do<br /> 		Would be to isolate the winner<br /> 		And everything's done under the sun<br /> 		And you believe at heart, everyone's a ktiier<br /> 		<br /> 		Who was born in a house full of pain<br /> 		Who was trained not to spit in the fan<br /> 		Who was told what to do by the man<br /> 		Who was broken by trained personnel<br /> 		Who was	fitted with collar and chain<br /> 		Who was given a pat on the back<br /> 		Who was breaking away from the pack<br /> 		Who was only a stranger at bome<br /> 		Who was ground down in the end<br /> 		Who was found dead on the phone<br /> 		Who was dragged down by the stone]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
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       <pubDate>Sun, 13 Apr 2008 23:53:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=345"><![CDATA[Dogs]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Requiem for a Weigand]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><br /> <br />Estate, Autunno, Inverno</div>]]></description>
       <link>http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=344</link>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
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       <pubDate>Sat, 12 Apr 2008 21:04:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=344"><![CDATA[Requiem for a Weigand]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Le cose della vita]]></title>
       <description><![CDATA[<font class="testo">Lo so &egrave; un po' difficile <br />parlare con voialtri <br />lontano dai rumori <br />e bruciare i tuoi tormenti <br />e per la prima volta non cercare nell'amore <br />difficili poemi che stuzzicano il cuore. <br />Per te che non mi stimi <br />e non ti tocca quel che dico, <br />io non ho da dirti molte cose in pi&ugrave; <br />di quel che ho detto, <br />continuer&ograve; a cantare le cose della vita, <br />e se ho sbagliato addio, per te non &egrave; finita.  <br />Ma per te che hai scelto sempre me <br />da santo ed assassino <br />io vorrei che mi credessi, <br />che mi tenessi sempre pi&ugrave; vicino. <br />Le cose della vita fanno piangere i poeti <br />ma se non le fermi subito diventano segreti. <br />Le cose della vita fanno piangere i poeti <br />ma se non le fermi subito diventano segreti, <br />anche per te, anche per noi.<br /><br /></font>
<div style="text-align: right;"><font class="testo"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">Antonello nel paese delle meraviglie</span> - Antonello Venditti</span></font></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=61251'>Frammenti musicali</category>
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       <pubDate>Fri, 04 Apr 2008 12:21:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=343"><![CDATA[Le cose della vita]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[fingendo non sapendo proprio niente]]></title>
       <description><![CDATA[Mamma me lo diceva: <span style="font-style: italic;">stupido &egrave; chi lo stupido fa</span>.<br />Mamma sbagliava: ad un certo punto si fonde il confine fra ci&ograve; che si fa &egrave; ci&ograve; che si &egrave;.<br />Ci sono le solite quattro luci, anzi no, variazione al tema. Non pi&ugrave; luci ma stracci.<br /><br />- quanti ne vedi?<br /><span style="font-style: italic;">- ne vedo tre. </span><br />- ma sono cinque.<br /><span style="font-style: italic;">- infatti ne vedo cinque.</span><br />- ora sono tre e cinque.<br /><span style="font-style: italic;">- cio&egrave; quante ne vedo io. tre e cinque.</span><br /><br />Sei puro bipensiero ormai. Credi in ci&ograve; che vedi. E vedi ci&ograve; che non c'&egrave;.<br />Ma per te &egrave; Verit&agrave;. La tua Verit&agrave;.<br />Non pensi che siano tre o cinque. Ne vedi tre e cinque anche, all'occorrenza.<br /><br />E' inutile, perfettamente inutile, che io continui a ripeterti che sono quattro.<br />E' inutile, perfettamente inutile, che io continui a pretendere che tu veda la verit&agrave;, cio&egrave; quattro.<br /><br />Il pazzo sono io,<br />che non ne so vedere tre,<br />che non ne so vedere cinque,<br />che non ne so vedere tre o cinque, all'occorrenza.<br /><br />Non potrai mai pi&ugrave; capire, <br />Non potrai mai pi&ugrave; vedere,<br />sono quattro.<br /><br />Quattro stracci.]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
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       <pubDate>Tue, 01 Apr 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=342"><![CDATA[fingendo non sapendo proprio niente]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[TAPP]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/weigand1979/2377798317/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2281/2377798317_cb86ff146c.jpg?v=0" alt="YES WE CAN" style="border: medium none ;" /></a><br /><br /><span style="font-weight: bold; font-size: 30px; color: rgb(0, 0, 0);">YES, WE CAN!</span></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Tue, 01 Apr 2008 00:09:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=341"><![CDATA[TAPP]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[living is easy with eyes closed, misunderstunding all you see (o di un'altra Cosmicomica)]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span id="q_118f9f203b229bbc_1" class="q">Ti ricordi quei giorni - <span style="font-style: italic;">esord&igrave; nostalgico Qfwfq,</span> - quando tutto era ancora in divenire e noi non sapevamo nulla. Cio&egrave; non &egrave; proprio che non sapessimo nulla, sarebbe pi&ugrave; corretto dire che a quei giorni non c'era ancora nulla da sapere; per&ograve; eravamo consci che non sapevamo nulla ma che tutto c'era ancora da scoprire. Era facile vivere allora, e lo sarebbe stato anche per i successivi 500 miliardi di anni, perch&egrave; non c'erano regole scritte a cui dover sottostare. Eravamo, per&ograve;, tutti attentissimi a non infrangerne ugualmente nessuna, che certamente ce ne dovevano essere, anche se non stavano scritte da nessuna parte. Del resto carta dove poterne scrivere, o anche solo appuntare, non c'era&nbsp; a quei tempi; ad essere pignoli non c'erano neanche le penne, e soprattutto la necessit&agrave;.&nbsp; E s&igrave; che invece di spazio dove mettere poi i fogli che avrebbero contenuto quelle leggi ne avevamo; ecco lo spazio era l'unica cosa che non ci faceva affatto difetto in quei giorni. Anche se eravamo in tanti, forse troppi fin da allora, riuscivamo ad occupare poco spazio; un punto ciascuno era tutto ci&ograve; di cui necessitavamo, e anche cos&igrave; in realt&agrave; ce n'era troppo, tanto che ugualmente ne avanzava. <br />Dopo aver lasciato passare i primi milioni di anni senza far nulla, se non un dolce ozio, iniziammo ad essere annoiati; fu cos&igrave; che ci scegliemmo un hobby. Nulla di serio per carit&agrave;, che nulla di serio c'era ancora al tempo, giusto un qualcosa che ci permettesse di far passare i secoli pi&ugrave; velocemente nel vuoto cosmico che sempre ci circondava. Alcuni avevano anche provato a creare l'Universo, ma dato che non sapevano che forma avesse vi rinunciarono dopo appena qualche secolo per dedicarsi ad altro. Anche io avevo trovato il mio hobby, e dopo qualche miliardo di anni ero diventato bravissimo. Mi bastava una sola occhiata ad un mio vicino (non ingannatevi quando vi dico vicino, &egrave; relativa come parola dato che si parla sempre di qualche milione di anni luce almeno) e sapevo subito quale fosse il suo potenziale. Un'occhiata vi dico. Mi bastava un'occhiata e paff, il gioco era fatto. Non che conoscessi le loro storie, erano cos&igrave; tanti, n&egrave; tantomeno sapevo da dove venissero. L'unica cosa che sapevo di loro era dove fossero in quel momento e mi immaginavo, con una certa audacia lo ammetto, fin dove sarebbero arrivati, o meglio fin dove sarebbero potuti arrivare. Ora non dovete pensare che sia facile come vi ho descritto, o che chiunque al mio posto ci sarebbe riuscito con tanta facilit&agrave;. Nossignore, dovete sapere che invece &egrave; anche piuttosto complessa come cosa. Migliaia di variabili da tenere in considerazione, come i gradi di libert&agrave; o ancora se quel preciso campo di forze fosse stato conservativo o meno. Io, poi, sui campi di forza credevo che sarebbero stati quasi tutti conservativi; tanto le forze non avrebbero avuto posti migliori dove andare. E cos&igrave;, dopo qualche altro miliardo di anni, ero diventato anche discretamente famoso per quella mia abilit&agrave;. Venivano a consultarmi anche da centinaia di milioni d'anni luce di distanza, prorpio come se fossi un Oracolo. Il che, per come la vedevo io, era anche buffo; tra le miliardi di cose su cui si poteva divinare con il tutto quel che c'era, o meglio che non c'era e che doveva essere ancora creato, chiedevano proprio a me solamente del potenziale di qualcuno. Era buffo anche perch&egrave; nessuno poteva confermare, o smentire, quello che io dicevo. Non c'era niente, non c'erano forze, non c'erano gradi di libert&agrave;, dei gradienti neanche lontanamante l'ombra. C'eravamo solo noi. E bastavamo, avrebbe detto pi&ugrave; di qualcuno, sicuramente quell'antipatico di Xsgsx. C'eravamo solo noi e il nostro potenziale, o almeno quello che io credevo fosse il potenziale di ciascuno di noi.<br />Continuammo cos&igrave; per qualche altro miliardo di anni finch&egrave; non avvenne il Grande Cambiamento. Gi&agrave; da tempo, per via segni dicevano, se ne vociferava. Io ribattevo che noi neanche sapevamo come era fatto un segno, e che quindi difficilmente saremmo stati in grado di riconoscerli; ingenuamente pensavo fossero solo chiacchiere per ingannare ancora un po' il tempo. Il Grande Cambiamento avvenne dalla notte al giorno. Credo fosse sul finir di Marzo, anche se a quel tempo per noi non &egrave; che Marzo differisse troppo da Ottobre. Dicevo, avvenne dalla notte al giorno. Lo capimmo che stava avvenendo perch&egrave; fu notte, ma notte per la prima volta, e subito dopo giorno.. Cio&egrave; non proprio subito, ma dovete capirci, noi si era abituati ad altri tempi, a pensare con calma, a rispondere almeno dopo un quarto di secolo, e cos&igrave; quella velocit&agrave; ci prese un po' alla sprovvista. Superammo lo smarrimento iniziale ed anche i primi litigi sul quale fosse tramonto e quale alba, quindi venimmo sopraffatti dall'eccitazione di capire se le cose erano proprio come ce le eravamo immaginate o se erano differenti. Posso dire, non senza un pizzico di orgoglio, che molte delle cose erano state create proprio come le avevo immaginate io: il colore dei fiori del gladiolo di quel cremisi tanto luminoso, molti dei campi di forza effettivamente conservativi; altre invece ne avevo sbagliate<span style="font-weight: bold;">,</span> come la costante di attrazione universale, anche se a detta di tutti la mia era decisamente pi&ugrave; elegante, e mi preme precisarvi che ad ogni modo la sbagliai davvero di poco.<br />Arrivati a questo punto immagino che vogliate sapere se effettivamente ero un Oracolo, e se con l'avvento del Grande Cambiamento i miei calcoli sul potenziale si rivelarono corretti.. Sono tante le variabili che dovevo prendere in considerazione e sarebbe stato facile sbagliare, ma nella maggior parte dei casi avevo visto giusto. Ci furono, ovviamente, anche errori come quando non avevo considerato che quel venditore avrebbe fatto gli straordinari per pagare le cure della moglie<span style="font-weight: bold;">,</span> cos&igrave; da restare aperto anche di notte e vendere quella bottiglia di vino a quel giovane. Ma nella maggior parte dei casi avevo visto giusto.<br />Io non credo davvero che quel tempo ritorni, ma ricordo quei giorni quando tutto era ancora in divenire e noi non sapevamo nulla. E io, facendolo iniziare come un hobby per ingannare il tempo, ero divenuto in grado di capire qual era il potenziale di chi mi circondava, vicino o lontano che fosse. Potenziale che se anche il mio calcolo era esatto non era affatto detto che si sarebbe trasformato in reale, del resto l'avevo chiamato potenziale apposta. Ma gi&agrave; da allora sapevo su chi realmente potevo puntare. Infatti gi&agrave; alcuni millenni prima del Grande Cambiamento mi rivolsi verso il Decano (k)yK e gli proposi alcune scommesse.</span><br /><span style="font-style: italic;"><br /></span>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">&laquo;cercare e saper riconoscere chi e cosa,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">in mezzo all'inferno, non &egrave; inferno,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">e farlo durare, e dargli spazio&raquo;</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Le citt&agrave; invisibili - </span><span style="font-weight: bold;">Italo Calvino</span><br /></div>
<br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">A Luca,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">che sopporta le mie velleit&agrave; artistiche alla macchinetta del caff&egrave; e poi se lo fa offrire<br />A Tati,<br /></span><span style="font-style: italic;">che sopporta le mie velleit&agrave; artistiche ed &egrave; </span><span style="font-style: italic;">impareggiabile correttrice di bozze<br />A Fabiola,<br />che sopporta le mie velleit&agrave; artistiche ed &egrave; audace consumatrice di caff&egrave;<br /></span></div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=69750'>Racconti</category>
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       <pubDate>Sat, 29 Mar 2008 14:30:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Credo]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Mi capita spesso di fare un sogno stranissimo.<br />Me ne sto l&igrave;, alla stazione centrale, seduto sulla mia valigia ad aspettare il diretto col tuo nome, ma &egrave; sempre in ritardo. E mentre sto seduto, con l'anima caricata sul mio ipod, si avvicina un controllore. Un uomo anziano, con la barba bianca, e un grande cappello a visiera. Sorride, mentre si avvicina. Mi alzo e chiedo se crede che il treno arriver&agrave;. Lui non smette di sorridere e mi fa: &quot;Non importa che lo creda io, figliolo. Sei tu che aspetti. Arriver&agrave;? Ci credi?&quot;<br />Guardo il vecchio e i suoi capelli bianchi.<br />Poi parlo.<br />In cosa credo? In Dio. Banale vero? ma &egrave; cos&igrave;.<br />E credo nelle racchette da tennis, nei film&nbsp; di Bud Spencer e Terence Hill come in quelli di Don Camillo e Peppone. Credo nella musica e nella matematica e credo nei vaffanculo detti con passione.<br />Credo nella malinconia quasi quanto credo in Dio.<br />Credo che avere pi&ugrave; di due ruote per andare in giro sia vanit&agrave;, credo nell'attrazione sessuale e credo in chiunque sia capitano o anche ufficiale della flotta stellare.<br />Credo in Superman, Lanterna Verde e Capitan America, perch&egrave; sono gli unici eroi di questo mondo. Credo nella cattiveria, che &egrave; sempre pi&ugrave; sincera della bont&agrave;, credo nella fatica, nella filosofia e in tutto quello che si fa con la spinta giusta.<br />Credo nei capelli rossi come nel rag&ugrave; alla bolognese.<br />Credo nel culo delle donne quasi quanto&nbsp; credo nella malinconia (e se avessi voluto dire fortuna avrei detto fortuna).<br />Credo nei videoregistratori, credo nella firma del padre o di chi ne fa le veci, credo nella sabbia e nella pioggia. Credo nella sfiga, ma non credo alla fortuna. Credo nelle penne stilografiche, a scatto e a inchiostro liquido.<br />Credo negli sguardi che trapassano un cuore come un lama calda nel burro.<br />Credo di avere il cuore di burro.<br />Ma pi&ugrave; di tutto, credo che aspetter&ograve; ancora un po'.<br />Solo un altro po'...<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Ale<br /><br /></span></div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=110933'>Voli della Fenice</category>
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       <pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:20:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=339"><![CDATA[Credo]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[faceva quel mestiere forse per l'amore di viaggiare sul locomotore]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Che c'&egrave; <span style="font-style: italic;">qualcuna </span>che dice che io pensi troppo, anche quando leggo. In effetti &egrave; cos&igrave;. Ma mica solo da oggi, gi&agrave; da tempo immemore. E poi penso troppo, specialmente, quando la parola - <span style="font-style: italic;">almeno per me</span> - non &egrave; sufficientemente chiara, netta, nel definire quel concetto. E lascia del margine di parola per il - <span style="font-style: italic;">il mio</span> - pensiero. E ho sempre adorato &quot;La zona morta&quot; - <span style="font-style: italic;">pi&ugrave; il libro che film, comunque meritevole</span> - e sempre mi sono soffermato su questa frase:<br /><br /><span style="font-style: italic;">Niente intorno se non Johnny, l&igrave; vicino. Forse ovunque.<br /></span><span style="font-style: italic;">&laquo;</span><span style="font-style: italic;">Tutti noi facciamo quel che possiamo e dobbiamo ac&shy;contentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Nien&shy;te &egrave; perduto per sempre, Sarah. Niente che non possa essere ritrovato&raquo;</span><br /><br />E da sempre mi domando cosa intendesse. Se ogni cosa possa essere ritrovata, indipendentemente. O se solamente un sottoinsieme di esse, nello specifico quelle che non possono essere perse per sempre. Lasciando poi a noi o loro il compito di capire chi sia chi, e quale sia quale. Saranno almeno dieci anni che ci penso, ma mica l'ho ancora fatta mia come frase.<br /><br />Che&nbsp; poi c'&egrave; <span style="font-style: italic;">qualcun'altro</span> che dice che nei miei post manca sempre la chiave di lettura, quella che permette di svelare la metafora, quella che fonde onere e onore di lettore e scrittore in un tutt'uno. Ora c'&egrave; che mi sono reso conto di avere perso una cosa. Cio&egrave; quello lo sapevo, &egrave; che mi son reso conto che non &egrave; che - <span style="font-style: italic;">ora </span>- mi interessi. Ma nulla &egrave; perso per sempre? Ma a me - <span style="font-style: italic;">oramai </span>- che importa? Ma di queste ultime sei righe - <span style="font-style: italic;">personalmente </span>- ritengo non importi - <span style="font-style: italic;">o debba importare</span> - a nessuno.<br /><br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"> 		Down and out</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> 		It can't be helped but there's a lot of it about</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> 		With, without</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> 		And who'll deny it's what the fighting's all about</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">Us and them - The dark side of the moon - </span>Pink Floyd</span> </div>
</div>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57649'>A Weigand's life</category>
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       <pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:38:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
       <source url="http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=338"><![CDATA[faceva quel mestiere forse per l'amore di viaggiare sul locomotore]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Figli di una lognormale minore]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">Il Re &egrave; morto, dopo lunga malattia.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Il Re &egrave; morto, viva il vecchio Re.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Il Re &egrave; morto, viva il Re.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Ma cosa accade se il Re morente non lascia discendenza?</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Guerra civile.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Con reggenti e sovrani ricordati solo sui libri di storia.</span><br /></div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Che strana creatura la lognormale. Sei l&igrave; che cerchi di domarla, e di dominarla. Pensi anche di esserci riuscito, ma il variare dei suoi parametri &egrave; come una discesa nel Maelstr&ouml;m. Sei l&igrave; che cerchi la tua botte che ti permetta la salvezza, ma spesso, troppo spesso, ne resti solamente vittima. Vittima dei suoi capricci e delle sue volutt&agrave;. Ma la lognormale ti possiede, ci possiede. E siamo tutti sue vittime. Sei l&igrave; che cerchi di respirare, alternado l'apnea. Sei l&igrave;, scivolato nella sua coda, e dall'orizzonte degli eventi ne osservi altre dieci, cento, mille correrti incontro. E' un attimo, il cor si <span style="font-style: italic;">spaura</span>. E' un attimo, <span style="font-style: italic;">fuori </span>dalla lognormale. O forse ti illudi di averla dominata, di esserne fuori, e inizia il sogno. Le acque si fanno calme, cessa il vento, e tu &egrave; come se cessassi <span style="font-style: italic;">nuovamente </span>di respirare. E gli occhi corrono veloci alla lognormale. E gi&ugrave;, respirando a pieni polmoni, di nuovo nel Maelstr&ouml;m. Che strana creatura l'uomo.<br /><br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: normal; font-size: 125%;"></span><span style="font-style: italic;">&Egrave; meglio essere violenti, se c'&egrave; violenza nei nostri cuori,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">piuttosto che indossare l'aureola della non violenza per coprire la debolezza.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">La violenza &egrave; sicuramente preferibile alla debolezza.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">C'&egrave; speranza per un uomo violento di diventare non violento.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Non c'&egrave; questa speranza per i deboli.</span><br /><span style="font-weight: bold;">Mahatma Gandhi</span><br /></div>
</div>]]></description>
       <link>http://leceneridellafenice.iobloggo.com/archive.php?eid=337</link>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=21165&amp;cid=57650'>Appuntamento (in ritardo) con la storia</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=21165&amp;amp;eid=337&amp;amp;pwd=c1fc9558656f6fbed868e594d1f86854</comments>
       <pubDate>Sun, 23 Mar 2008 23:23:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>weigand</dc:creator>
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   </item>
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